Ottima partenza della Decade Kantiana a Orvieto

Orvieto - decade kantianaGiovedì 3 dicembre la sala conferenze della Fondazione CRO in Palazzo Coelli era gremita di studenti e docenti di filosofia dell’ultimo anno delle scuole superiori della città. Il motivo della presenza era inconsueto: erano lì per parlare di filosofia, e la filosofia fuori dalle aule scolastiche difficilmente si incontra.
Ma l’occasione era davvero importante: era il primo di una serie di eventi con al centro il pensiero di Immanuel Kant, che a distanza di quasi tre secoli dalla nascita (1724) del grande filosofo mantiene e rinnova la sua fresca capacità di stimolare la riflessione sui temi che necessariamente comportano l’uso della ragione. Era il primo incontro della “Decade Kantiana”, lanciata in Germania dall’associazione degli ex parlamentari del Bundestag e dall’Accademia delle Scienze di Berlino e ripresa qui ad Orvieto, ad oggi prima e unica in Italia, dall’Unitre su proposta del prof. Franco Raimondo Barbabella. Così, il 3 dicembre di ogni anno, da qui al 2024, si terrà un incontro di approfondimento su un tema del pensiero di Kant con la partecipazione attiva delle scuole della città.
Dopo i saluti e l’introduzione del Presidente di Unitre Orvieto, M° Riccardo Cambri, hanno portato il loro saluto per il Comune di Orvieto l’assessore all’istruzione e vicesindaco dott.ssa Cristina Croce e l’assessore alla cultura dott.ssa Enzinella Martino, che hanno lodato l’iniziativa e auspicato che entri a pieno titolo fra le attività culturali più qualificate della città, per la validità in sé e per la sua portata in dimensione europea. Ha preso subito dopo la parola il Presidente Nazionale Unitre, prof. Gustavo Cuccini, che ha sottolineato con approfondite argomentazioni l’importanza dell’iniziativa anche nel quadro del particolare dinamismo della sezione orvietana dell’Associazione.
Entrando in argomento, dopo la presentazione da parte del prof. Barbabella del tema di quest’anno, “Attualità del pensiero di Immanuel Kant”, hanno svolto le loro relazioni il prof. Aurelio Rizzacasa, già docente di Filosofia morale all’Università di Perugia, e il prof. Luciano Dottarelli, docente di Filosofia nelle scuole superiori della provincia di Viterbo e Presidente del Club Unesco Viterbo Tuscia. Le loro relazioni, molto approfondite e documentate, hanno permesso di cogliere, con chiarezza e rigore concettuale e di linguaggio, la straordinaria portata del pensiero di Kant per il dibattito filosofico e culturale generale contemporaneo e la validità di un progetto come la “Decade Kantiana”, non dieci anni di celebrazioni ma dieci anni di occasioni per discutere dei temi del nostro tempo in un mondo che sembra voler continuamente sfuggire all’esercizio del pensiero razionale criticamente orientato.
Poi è stata la volta delle domande degli studenti e delle risposte dei relatori. Alcune domande erano preparate ed altre no, a testimonianza sia del lavoro di preparazione che ha coinvolto intere classi sotto la guida sapiente dei docenti, sia del coinvolgimento che è avvenuto in situazione e che si è ben sentito in sala per l’attenzione costante e continuamente ravvivata ad ogni passaggio significativo dell’evento. Le domande e le risposte hanno spaziato dal rapporto filosofia-scienza a quello tra assoluti, dalla cosmologia alla morale, dalla funzione della ragione nella lotta ai fondamentalismi e ai fanatismi alla possibilità di realizzare il liberalismo e l’idea di pace. Sia negli studenti che nei relatori si poteva leggere un interesse a ragionare e a capire in profondità con quella libertà di pensiero che piaceva tanto a Kant e che egli esercitava con i suoi studenti, come è stato opportunamente ricordato dal Presidente Cuccini nel suo indirizzo di saluto.
Ha concluso il prof. Barbabella, che riprendendo una sollecitazione dell’assessore Martino, ha proposto di coinvolgere studenti e docenti sia nel lavoro preparatorio del secondo incontro, quello del 3 dicembre del prossimo anno, sia anche nella scelta del tema da approfondire. Molti studenti e docenti hanno sentito il bisogno di ringraziare e di manifestare la loro soddisfazione; particolarmente felice anche il Presidente Cambri, che, nel ringraziare il prof. Barbabella per la straordinaria intuizione, ha parlato di “iniziativa cittadina storica” e di momento indimenticabile per l’Unitre di Orvieto.

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Messaggio del Presidente Cuccini a tutte le Sedi

4 LOGO VERDE CON SCRITTA UNITREAmiche e amici carissimi,

il nuovo Anno Accademico 2015-2016 è ormai alle porte: rivolgo nell’occasione a tutti Voi un grato pensiero di affettuosa vicinanza nel momento in cui con  competente dedizione e  puro spirito di volontariato Vi apprestate a segnare le mete di un percorso teso a realizzare le nobili finalità dello Statuto che tutti avete condiviso nell’atto della Vostra associazione all’UNITRE.

Dovrete perdonare la mia insistenza, ma la fede che porto per i principi fondanti della nostra Associazione e l’ufficialità della carica che rivesto, mi spingono ad esortarVi ancora a tenere sempre presenti, nella programmazione delle Vostre attività accademiche, i concetti forti di educazione permanente e ricorrente, di apertura al territorio, al diverso e al volontariato sociale; e in particolare, Vi chiedo di alimentare il dialogo tra le generazioni, con gli strumenti di quella cultura viva e tarata sulla dimensione umana della persona che avete a disposizione.

L’epocale passaggio del 2006 ha segnato un traguardo, con il cambio, di sostanza e non formale, del nostro titolo: noi siamo UNITRE, Università delle Tre Età, aperti alle istanze di una società nella quale il dialogo intergenerazionale è l’unica ancora di salvezza per giovani e anziani troppo spesso emarginati e condannati alla solitudine esistenziale.

Apriamoci al sociale e portiamo la nostra idea progressista e dinamica di cultura in mezzo alla gente, tonifichiamo il quotidiano con il nostro progetto di vita positivo ed ispirato sempre ad un criterio di naturalità.

Nelle attuali emergenze dobbiamo offrire un contributo forte per favorire il controllato processo di integrazione fra sensibilità e tradizioni le più varie, porci come ponte di comunicazione e apertura al diverso.

L’Associazione Nazionale Vi è e Vi sarà costantemente vicina.

Stiamo completando la totale  riorganizzazione dei nostri strumenti di collegamento con le Articolazioni territoriali e gli organismi della società civile; abbiamo impiantato una complessa struttura mediatica su base digitale e modernizzato la Segreteria sì da offrirVi risposte e consulenze in tempi rapidissimi.

Il domani per noi è ormai già qui: ci prepariamo a raccogliere insieme  le sfide del futuro con la piena consapevolezza di quel valore aggiunto che l’UNITRE vanta  e che la contraddistingue nell’arcipelago confuso dell’associazionismo.

Ringrazio i Componenti l’Esecutivo Nazionale, per l’impegno spesso quotidiano; ringrazio i Consiglieri Nazionali, sempre più elemento prezioso di raccordo sul territorio ed espressione democratica della nostra vita associativa; ringrazio il personale della Segreteria Nazionale di corso Francia in Torino e i magnifici volontari, senza il  supporto e la competenza dei quali non potrei pienamente onorare l’incarico che ricopro nelle sue molteplici e diverse funzioni.

Ringrazio quanti di Voi mi hanno invitato, e mi inviteranno, a presenziare alle Cerimonie di apertura dei Corsi: farò di tutto per essere in mezzo a Voi, dove non mi sarà possibile,  sarò presente con il pensiero e con il cuore.

Vi abbraccio con fraterna amicizia, con l’augurio di conseguire per il nuovo Anno Accademico risultati sempre più ricchi di soddisfazione interiore, nell’armonia e nella gioia di un volontariato senza competizione, solidale e generoso.

Gustavo Cuccini
Presidente Nazionale UNITRE

Messaggio del Presidente Gustavo Cuccini ai Consiglieri Nazionali

4 LOGO VERDE CON SCRITTA UNITREAmiche e amici carissimi,

augurandomi che abbiate tutti trascorso serene e riposanti vacanze, Vi porgo i più affettuosi saluti.

Apprestiamoci ora concordemente ad affrontare questo nuovo Anno Accademico lavorando insieme, per continuare il percorso intrapreso di modernizzazione delle strutture organizzative della nostra Associazione e per progettare e realizzare iniziative condivise nel segno delle finalità indicate dal nostro Statuto.

Il senso di appartenenza ad un patrimonio comune di idee e di valori ci conferisce energia per raccogliere le sfide di una società sempre più variegata e difficile da interpretare nelle sue attese. Il raggio di azione delle UNITRE locali è vasto e articolato sulle specificità territoriali: costituiscono esse, le UNITRE, una sorta di sismografo sensibilissimo alle varianti sociali e culturali delle regioni che Voi, Consiglieri Nazionali, siete deputati a raccogliere e interpretare.

Il Vostro ruolo sarà ulteriormente tonificato dalle modifiche al Regolamento Nazionale che verrete chiamati ad esaminare e approvare nella seduta del Consiglio convocato, Ve lo anticipo, per il sabato 7 novembre a Torino, in occasione anche dell’Evento sul Cinema al quale siete tutti invitati e che si svolgerà al Museo del Cinema negli spazi magnifici della Mole Antonelliana.

Confido molto, come già Vi ho confessato, sulla Vostra capacità operativa e organizzativa e sull’entusiasmo che fin dall’inizio di questo nuovo triennio mi avete dimostrato: e soprattutto confido sulla Vostra umana vicinanza e il Vostro affetto, che finora sento non essermi mai mancati.

La perdita di Novella Campini, che rimpiangiamo tutti come amica, collega e Vice Presidente Vicario, oltre il dolore e la sua faticosa rielaborazione mi impone, ci impone, delicati passaggi istituzionali, per i quali io chiedo la Vostra comprensione e solidarietà: sì che io possa con serenità e operosa sollecitudine raggiungere nel tempo che mi rimane del mio mandato gli obiettivi di quel programma da Voi ampiamente condiviso all’atto della mia elezione.

Nella primavera del 2017 intendo riconsegnarVi una UNITRE consolidata nelle sue migliori tradizioni, ma più agile, moderna e duttile nel farsi interprete dei bisogni di una società articolata come non mai; una UNITRE perfettamente a suo agio nelle trame della comunicazione mediatica, capace di essere protagonista assoluta nelle prove che gli anni a venire sapranno e vorranno porre al nostro entusiastico modo di intendere e coniugare promozione sociale e volontariato.

Tutto è possibile, amici cari, con la Vostra solidarietà e la Vostra attiva partecipazione, come dimostrano i risultati già conseguiti dal nostro operare insieme nella prima parte di questo triennio.

Grazie di quello che avete fatto, che state facendo e che faremo insieme per i prossimi mesi.

Vi auguro di cuore un felice inizio per il nuovo Anno Accademico 2015-2016.

Con fraterna cordialità

Gustavo Cuccini
Presidente Nazionale UNITRE

Flash Book Mob

Flash Book Mob - Gustavo CucciniSi è tenuta il 25 agosto, nello splendido e suggestivo scenario del parco comunale di San Venanzo, trasformato per una sera in sala di lettura a cielo aperto, la prima edizione del Flash Book Mob. A organizzare l’evento, inserito all’interno della manifestazione “Agosto sanvenanzese” promossa dall’Amministrazione Comunale, la locale sezione UNITRE. Dopo i saluti iniziali del Sindaco di San Venanzo, Marsilio Marinelli, e del Presidente dell’Associazione Nazionale UNITRE, Gustavo Cuccini, si è entrati nel vivo della serata. Molte persone di tutte le età, ciascuna con il proprio libro preferito in mano, si sono ritrovate all’interno dell’antico giardino per condividere il piacere di scoprire storie e avventure che prendono forma dalla lettura ad alta voce.  Ricco e variegato il programma delle letture, che ha spaziato dai classici ad autori contemporanei: un vero e proprio tripudio di poesie e brani in prosa, alcuni composti dagli stessi lettori. Il tutto è stato arricchito dalla dolce armonia delle note di intermezzi musicali eseguiti dai giovani allievi della Banda di San Venanzo, magistralmente diretti dal Maestro Fabio Spaccino. Molto apprezzata, a conclusione dell’evento, anche la brillante esibizione del giovane repper folignate Deven, alias Daniele Corradini. Il carattere itinerante dell’evento, inoltre, ha permesso di conoscere angoli particolari del giardino comunale, illustrati da Lucio Fringuelli: la ex residenza dei conti Faina, ora sede del municipio, la torre e i resti dell’antica chiesa e del muro di cinta di epoca medievale. Il duplice obiettivo dell’iniziativa, infatti, come ha spiegato la coordinatrice dell’evento, Francesca Valentini, è stato di creare un’occasione sia per condividere pensieri ed emozioni suscitati dalla lettura sia per promuovere la conoscenza di angoli suggestivi dell’antico borgo di San Venanzo. L’armonia di parole e suoni che si è librata nell’aria ha reso davvero magica la serata, che si è arricchita anche dei sapori dell’ottima cucina presente negli stand gastronomici allestiti in occasione della “Festa dello Sport”, organizzata dalla locale Associazione Sportiva. Grande soddisfazione per l’ottima riuscita di questa prima edizione del flash book mob è stata espressa dalla Presidente dell’UNITRE di San Venanzo, Gina Ubaldini, che ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti.

Solidarietà intergenerazionale tra i banchi di scuola

L’UNITRE di Ostia antica-Roma da alcuni anni cerca di rispondere con fatti significativi, attuati sul territorio, alla domanda: “Come realizzare iniziative concrete di solidarietà intergenerazionale?”

Le risposte sono state date attraverso l’attivazione dell’Accademia di Umanità che è costituita da gruppi di Associati Unitre i quali, realizzando iniziative a servizio della collettività (volontariato in ospedale, tutela dei Beni archeologici e del patrimonio paesaggistico, ecc.) si trasformano da semplici fruitori dei Corsi formativi a protagonisti della elevazione della qualità della vita nella comunità in cui opera l’Università delle tre età.

Alcune delle attività dell’Accademia, che è diventata il cuore pulsante dell’Unitre di Ostia antica e una sua colonna portante, sono progettate e poste in essere in stretta collaborazione con la Scuola ostiense nei cui edifici ha sede l’Unitre: sugli stessi banchi di scuola studiano al mattino gli alunni dell’Istituto e al pomeriggio gli studenti adulti dell’Università delle tre età, che spesso sono i genitori o gli zii o i nonni degli alunni medesimi.

In tale contesto sono fiorite le iniziative concrete di solidarietà intergenerazionale, fra cui:

  • il progetto dell’Oasi archeologico-naturalistica realizzato in stretta collaborazione fra i ragazzi dell’Istituto e gli Associati studenti dell’Unitre;
  • – il percorso guidato di riscoperta da parte degli alunni di terza media e di valorizzazione delle arti e delle professioni artigianali con i “Maestri” dell’Unitre.

Quest’ultima iniziativa vede impegnati ogni anno docenti dei Corsi e dei Laboratori dell’Unitre di Ostia antica nel processo di trasmissione di informazioni, competenze, conoscenze del mondo artigianale dagli adulti TUTORS ai giovani studenti che vengono guidati, di concerto coi loro insegnanti, alla scoperta di interessi, di talenti, di opportunità.

Tale percorso culmina nella GIORNATA della SOLIDARIETA’ fra le GENERAZIONI, che quest’anno si è svolta il 30 Marzo u.s. e che ha suscitato, come nel precedente anno, un vero interesse  negli alunni che hanno ammirato processi produttivi e prodotti di grande qualità e che hanno ampliato i loro orizzonti anche nella ricerca e scoperta dei loro talenti.

L’iniziativa dell’Unitre, che riscuote molto successo, contribuisce all’ orientamento dei giovani e li avvicina al mondo degli adulti come testimoni di Valori, di Saperi, di Competenze che vanno valorizzate e trasmesse alle nuove generazioni.

Maria Ruffino Aprile
Consigliere nazionale Università delle tre età

AGE Platform Europe: una presentazione

È una rete europea che coinvolge cento sessantacinque organizzazioni per le persone adulte, promuovendo il benessere di centocinquanta milioni di cittadini europei senior.

Lo scopo fondamentale di Age Platform Europe è quello di costruire una Unione europea per tutte le età interloquendo con il Parlamento e la Commissione europea, affinchè siano adottate politiche in Europa e negli Stati aderenti, capaci di assicurare alle persone anziane la fruizione dei Diritti umani senza discriminazione alcuna nonchè l’ accesso a Beni e Servizi pubblici nell’ ottica della cooperazione fra le generazioni.

L’ Unitre, inserita in Age da oltre cinque anni, è impegnata a fare assumere ad Age Platform Europe AZIONI CONCRETE per conseguire le finalità suesposte e per dare maggiore risalto alle tematiche inerenti il lifelong learning e l’ accesso gratuito al l’apprendimento per tutte le età.

Infatti, nell’ ultimo documento, approvato all’ unanimità dall’ Assemblea Generale di Age a Bruxelles il 2 Dicembre la consigliere nazionale, Maria Ruffino , delegata dal Presidente Cuccini, ha fatto inserire un intero paragrafo, specifico, per la promozione della formazione permanente, impegnando in tale direzione le politiche europee.

In Italia esiste un coordinamento nazionale di Age Platform Europe, a cui l’ Unitre partecipa molto attivamente. Esso si riunisce periodicamente a Roma per favorire l’attuazione in Italia del programma di Age Platform Europe e proporre alla stessa linee strategiche ed attività mirate al conseguimento delle finalità statutarie, nonché per interloquire con le Istituzioni italiane sui temi della salute, sicurezza, solidarietà, cittadinanza attiva, formazione permanente e Diritti umani.

Maria Ruffino Aprile

L’impegno nella Formazione permanente dell’Unitre e le strategie educative della Comunità Europea

Mi corre l’obbligo, e il piacere di ringraziare le autorità presenti e gli studiosi che ci onorano del loro contributo in questa giornata di studio che con così opportuna lungimiranza la Consigliera Nazionale e Componente dell’Esecutivo Nazionale prof.ssa Maria Ruffino ha inteso costruire qui ad Ostia Antica, ospiti della locale Sede Unitre.

Il titolo del Convegno,”L’apprendimento a tutte le età nel quadro delle politiche europee sulla formazione permanente (Lifelong learning)” è in piena sintonia con lo spirito autentico delle finalità contenute nell’articolo 2 dello Statuto dell’Associazione Nazionale delle Università della Terza Età – UNITRE – Università delle Tre Età, rivisitato e approvato il 22 maggio 2006, là dove esso recita:

L’Associazione si prefigge di educare, formare, informare, fare prevenzione nell’ottica di una educazione permanente, ricorrente e rinnovata e di un invecchiamento attivo, promuovere la ricerca, aprirsi al sociale e al territorio operare un confronto e una sintesi tra le culture delle precedenti generazioni e quella attuale [] promuovere, attuare e sostenere studi, ricerche e altre iniziative culturali e sociali per realizzare un aggiornamento permanente e ricorrente degli Associati e per il confronto tra culture e generazioni diverse [] al fine di realizzare una Accademia di Umanità che evidenzi l’Essere oltre il Sapere.”

Il confronto fra culture diverse, il dialogo fra le generazioni, la persistenza della memoria, l’educazione e la formazione permanente come status di vita: sono questi i cardini fondanti di una pratica continua, tesa alla costruzione di un ideale comune di cultura che unisca le tre età dell’esistenza nella prospettiva di un umanesimo integrale, dove appaia centrale più la persona che le sue opere e produzioni, dove si realizzi il primato della persona umana sul capitale e sulle ragioni dello sviluppo tecnologico.

Educazione permanente, ricorrente e rinnovata, e invecchiamento attivo”: sono concetti guida per il nostro agire nel settore della promozione sociale e culturale.

Dalla lettura di questo articolo fondante dello Statuto, che nelle sue note ispiratrici risale alla metà degli anni ’70, si evince come la nostra Associazione abbia precorso le linee delle politiche europee e delle strategie di sviluppo delle risorse umane di cui il concetto di apprendimento permanente è diventato un elemento centrale.

Questo concetto di apprendimento permanente, o Lifelong learning, è ormai considerato trasversale a tutti i momenti della vita “da prima della scuola a dopo la pensione”, come si legge nei documenti europei, e mira ai 5 obiettivi di: autorealizzazione, occupabilità, adattabilità professionale, cittadinanza attiva e inclusione sociale.

Perseguendo una tale gamma di obiettivi, la definizione di apprendimento diviene estremamente ampia fino a comprendere “qualsiasi attività di apprendimento (formale, non formale, informale) avviata in qualsiasi momento della vita,volta a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, civica sociale e/o occupazionale.” (C. E. 2000: Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente)

Una educazione permanente, dunque, di cui si usufruisce in differenti contesti (formali, non formali, informali): non solo nella scuola ma anche negli spazi dedicati alla socialità, nella nostra Unitre per esempio, dove il benessere della persona nelle differenti età della vita e a livello intergenerazionale è fine primario.

Per far fronte al cambiamento continuo e alle richieste di competenze sempre più elevate, l’apprendimento non può essere più promosso in una sola fase della vita, ma deve diventare una condizione permanente delle persone, priorità essenziale anche per una completa partecipazione alla vita sociale e per lo sviluppo di una cittadinanza attiva, la coesione sociale e l’occupazione.

Perché tanto interesse per il lifelong learning?

I paesi membri dell’UE si sono impegnati a riorientare i sistemi formativi nella strategia del lifelong learning, per cui l’apprendimento permanente degli adulti diventa un processo permanente di saperi, di competenze, di autoconsapevolezza sociale.

Nella società della conoscenza, ciò che conta maggiormente è la capacità umana di creare e usare le conoscenze in maniera efficace e intelligente: la formazione lungo tutto l’arco della vita rappresenta il modo migliore per affrontare il cambiamento.

Negli ultimi due decenni si è assistito a numerose trasformazioni che, per la loro intensità e velocità, hanno portato la società contemporanea a configurarsi sempre più come società della conoscenza; è all’interno di tale contesto, all’insegna del cambiamento continuo e delle nuove opportunità, che l’apprendimento durante l’intero corso della vita è divenuto priorità fondamentale anche nell’agenda politica dell’UE.

Anche se prima l’apprendimento permanente ha attirato l’attenzione a livello europeo, si pensi al 1996, dichiarato “Anno europeo dell’istruzione e della formazione lungo tutto l’arco della vita”, il lifelong learning ha assunto un ruolo centrale nelle politiche europee a partire dal 2000 attraverso alcuni passaggi significativi che segnano l’evoluzione strategica maturata in sede comunitaria sugli obiettivi e la modernizzazione dei sistemi di istruzione e formazione in Europa.

Cito a titolo di esempio i più significativi:

1) La strategia di Lisbona (marzo 2000): fissa per l’Europa l’obiettivo di divenire entro il 2010 l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, ponendo una particolare enfasi sulla necessità di creare una vera e propria cultura dell’apprendimento.

2) Il Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente (CE ottobre 2000): si configura come documento programmatico e strumento fondamentale per portare la strategia di apprendimento permanente ad una più esplicita e diffusa consapevolezza in ambito europeo.

3) La Comunicazione della Commissione (21.11.2001) “Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento permanente”.

4) La Comunicazione della Commissione (ottobre 2006) “Educazione degli adulti: non è mai troppo tardi per apprendere”.

5) La “Strategia Europa 2020”, varata nel 2010, che succede a quella di Lisbona condividendone alcuni aspetti, e che si propone un progetto per il prossimo decennio basato su tre obiettivi interconnessi che si rafforzano a vicenda: crescita intelligente-sostenibile-inclusiva.

Il periodo che va dal 2000 (anno della Strategia europea di Lisbona e del Memorandum) ad oggi (con la nuova Strategia Europa 2020) è stato dunque molto intenso e laborioso per quanto riguarda le politiche europee in merito alla formazione e alle risorse umane, e ha portato alla maturazione di un sistema orientato all’apprendimento permanente con una riflessione intorno ad alcune parole chiave fortemente connesse fra loro, come:

Società della conoscenza

Capitale umano

Apprendimento permanente

Il termine società della conoscenza viene spesso utilizzato per definire una delle principali caratteristiche dell’attuale sistema economico e produttivo in quanto sempre di più il sapere, invece del capitale materiale, diventa una risorsa indispensabile per la produzione e lo sviluppo del sistema economico.

In questo quadro si afferma la nozione di capitale umano.

Il capitale umano viene incluso nelle risorse economiche, ed è costituito dall’insieme delle facoltà e delle risorse umane che danno luogo alla capacità umana di svolgere attività di trasformazione e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici.

La formazione e la crescita del capitale umano avvengono tramite i processi educativi di un individuo che si realizzano in una pluralità di ambiti (sociale, familiare, scolastico, di lavoro).

Sviluppare il capitale umano significa incentivare e valorizzare l’apprendimento nelle sue diverse modalità. Il potenziamento dell’apprendimento permanente è quindi obiettivo ed insieme contenitore strategico dell’azione dell’UE.

Viene attribuito sempre più un valore centrale al capitale umano nella consapevolezza che l’istruzione e la formazione contribuiscano ad assicurare alle persone una crescita personale e professionale durante l’intero arco della vita.

L’idea di un processo di apprendimento continuo lungo tutto il percorso esistenziale dell’individuo non ha solo contribuito ad incrinare la classica suddivisione tra le diverse fasi della vita in cui l’apprendimento può avere luogo, ma ha anche avuto come effetto il superamento di una concezione tradizionale della scuola vista quale unica agenzia educativa. Oggi infatti si parla, come già prima accennato, di apprendimento formale, non formale, informa.

All’interno della nostra Associazione viene valorizzato il ruolo del lifelong learning sulle persone adulte come socializzazione, recupero di competenze, diritto alla cittadinanza, sviluppo socio culturale.

Le Unitre arricchiscono e valorizzano il concetto di apprendimento permanente degli adulti superando una concezione tradizionalista che vede la vita in stadi e tappe distinte. Esse si pongono come luoghi di promozione culturale e sociale per impedire il fenomeno dell’emarginazione, favorire l’inclusione sociale, contrastare l’analfabetismo di ritorno.

Si valorizza il protagonismo sociale degli anziani, affinché l’invecchiamento della popolazione non venga visto come un problema ma considerato come possibile fonte di preziose risorse umane, sociali e produttive e di esperienze professionali trasmissibili alle nuove generazioni.

Le Unitre possono anche proporsi, e si propongono, come Centri di studio, di orientamento, di ricerca e prevenzione del disagio sociale, come luoghi di incontri e conferenze, campagne informative sull’invecchiamento attivo.

Esse svolgono un ruolo prezioso di confronto, crescita, aggiornamento personale e opportunità attraverso spazi di ricchezza culturale.

Possono, e devono, fare sistema attraverso un approccio integrato con altre realtà, anche a livello europeo, coinvolgendo nel loro operare in campo sociale e culturale scuole, università, enti pubblici, e partecipando a progetti europei sull’educazione degli adulti per usufruire dei finanziamenti comunitari a ciò predisposti.

Ritengo che l’Università delle Tre Età debba attivarsi per superare in prospettiva lo status attuale di Associazione di Promozione Sociale verso un riconoscimento legislativo più forte e adeguato ai dettati dello suo statuto nel settore soprattutto della Formazione e dell’Educazione permanente.

L’Unitre, nei prossimi tre anni del mio mandato presidenziale riceverà da me, e dai gruppi di lavoro che sono stati costituiti, un forte impulso in direzione del riconoscimento dei crediti formativi acquisiti nei contesti di apprendimento non formale, come quello tipico della nostra Università.

Nello specifico, ritengo ci dovremo impegnare sia a livello nazionale che a livello regionale, affinché siano portate a compimento le Intese, siglate dalla Conferenza unificata Stato-Regioni il 20/12/2012, sul sistema di certificazione delle competenze. Detto sistema, approvato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 11/01/2013 , dovrà essere recepito e articolato nelle sedi regionali con una serie di provvedimenti normativi, per i quali i nostri Consiglieri regionali costituiranno i referenti per gli Organi competenti, collaborando proficuamente per la elaborazione della normativa secondaria per la regolamentazione dei percorsi che condurranno al riconoscimento dei crediti formativi acquisiti nei contesti , come l’ Unitre, che erogano corsi di apprendimento non formale.

Un traguardo prestigioso e molto impegnativo, ma realizzabile con il concorso di tutti noi.

Gustavo Cuccini
Presidente UNITRE Nazionale